Questo cambiamento normativo fa parte di una serie di evoluzioni che ridisegnano la pratica quotidiana dei professionisti della salute in Francia, dalla teleconsultazione in EHPAD all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei percorsi di cura.
Vaccinazione antinfluenzale per i sanitari: cosa impone la HAS dal agosto 2026
La Haute Autorité de Santé ha pubblicato il 13 agosto 2026 raccomandazioni che vanno oltre la semplice incentivazione. La HAS ora raccomanda un obbligo vaccinale contro l’influenza per tutti i professionisti della salute, compreso il personale non sanitario che opera nelle strutture socio-sanitarie che ospitano persone anziane.
Il dispiegamento prioritario riguarda gli EHPAD e le unità di cura a lungo termine (USLD). In pratica, ciò significa che le direzioni delle strutture dovranno organizzare campagne di vaccinazione interne e tracciare gli stati vaccinali delle loro squadre.
Per i medici liberi che operano in EHPAD, questa raccomandazione ha un impatto diretto: non è più possibile rinviare la vaccinazione alla prossima campagna senza rischiare di trovarsi in difetto rispetto al quadro normativo. Le notizie mediche pubblicate su doctinews.fr permettono di seguire questo tipo di evoluzione normativa nel tempo, senza attendere le sintesi annuali.

Teleconsultazione in EHPAD: il decreto dell’8 luglio 2026 cambia le regole di accreditamento
Le società di teleconsultazione che operano in EHPAD si trovano di fronte a un quadro nettamente più vincolante. Il decreto n° 2026-626 dell’8 luglio 2026 rafforza le condizioni di rinnovo dell’accreditamento imponendo diverse nuove obbligazioni.
- Un controllo formalizzato del rispetto del riferimento delle buone pratiche della HAS, con verifica sistematica durante il rinnovo
- La trasmissione periodica di rapporti di attività dettagliati che includono il numero di teleconsultazioni, la loro durata media e indicatori di qualità
- Un ampliamento dei motivi di sanzione alle condizioni di fatturazione e all’intero titolo VIII del libro preliminare del Codice della salute pubblica
Sul campo, i feedback variano su questo punto: alcune strutture vedono in questo inasprimento una garanzia di qualità, altre temono una riduzione dell’offerta di teleconsultazione nelle aree dove i medici scarseggiano.
Cosa cambia per i prescrittori
Un medico coordinatore di EHPAD che lavora con una piattaforma di teleconsultazione deve ora verificare che questa piattaforma disponga di un accreditamento conforme al nuovo decreto.
La durata media delle teleconsultazioni diventa un indicatore monitorato. Le consultazioni troppo brevi, a volte criticate dai sanitari sul campo, saranno più facilmente identificabili dalle autorità di controllo.
Intelligenza artificiale e diagnosi: a che punto sono le strutture francesi
L’indagine condotta da Houraa presso strutture ospedaliere francesi mette in luce un notevole scostamento tra gli usi individuali dell’IA e i progetti strutturati all’interno dei servizi. Molti professionisti utilizzano già strumenti di supporto decisionale, ma i progetti di IA sostenuti a livello istituzionale rimangono minoritari.
Gli ostacoli concreti all’adozione
Il primo ostacolo non è tecnologico ma organizzativo. Integrare uno strumento di IA in un percorso di cura implica formare le squadre, convalidare gli algoritmi con i comitati etici locali e connettere le soluzioni ai sistemi informativi ospedalieri esistenti.
Uno strumento performante ma non conforme ai requisiti dell’Agenzia del digitale in sanità non sarà dispiegato. La compatibilità con i riferimenti di sicurezza rimane un punto di attrito per molte strutture.

Carenze di medicinali: un monitoraggio ravvicinato da parte del VIDAL
Il VIDAL pubblica aggiornamenti regolari sulla disponibilità dei medicinali in città e in ospedale. Questo monitoraggio ravvicinato riflette una situazione tesa su diverse molecole, con tensioni di approvvigionamento che si rinnovano di periodo in periodo.
I prescrittori devono adattare le loro ricette in tempo reale in base alle disponibilità. In medicina di città, ciò implica verificare la disponibilità prima di prescrivere alcune specialità, o prevedere un’alternativa terapeutica già nella redazione della ricetta.
Sofferenza dei sanitari e organizzazione del lavoro
Le tensioni sui medicinali si aggiungono a un carico mentale già pesante. Diverse analisi recenti sottolineano che le ristrutturazioni ospedaliere e il passaggio all’ambulatory redistribuiscono il carico di lavoro senza sempre ridurlo. La continua riduzione dei letti pesa sull’organizzazione quotidiana delle squadre.
Un medico ospedaliero confrontato a una carenza di medicinali deve gestire la sostituzione terapeutica, informare il paziente, adattare il protocollo di monitoraggio. Ogni tensione di approvvigionamento genera una cascata di compiti amministrativi e clinici aggiuntivi.
Queste evoluzioni normative e organizzative richiedono ai professionisti della salute una vigilanza attiva e regolare. Il nuovo quadro della teleconsultazione, le raccomandazioni vaccinali rafforzate e le tensioni di approvvigionamento di medicinali riguardano tutti i modi di esercizio, in città come in ospedale.



